Qualche settimana fa ho fatto la lieta scoperta che alla Fucina Controvento, uno dei miei locali abituali hanno iniziato a vendere libri usati.
Vendere è un po' improprio in questo caso: c'è qualche scaffale con un po' di libri ad un prezzo stracciato che si vede che non è che lo fanno per guadagnarci...
Un misero euro è nulla per un libro, e che sia usato a me sinceramente piace anche di più, è bello che i libri e gli oggetti circolino, attaccarsi troppo agli oggetti immobilizza, è giusto apprezzarli/usarli/leggerli e poi lasciarli nelle mani di qualcun'altro.
L'essenzialità e il distacco dal possesso sono cose importanti e, a mio parere, ingredienti essenziali per la ricetta della felicità.
Arrivando insomma al dunque ho letto "Barnum" di Baricco, un libro che in realtà è una raccolta di articoli di una rubrica col medesimo titolo che ha tenuto attorno al 1994 al momento non ricordo su quale quotidiano.
Sono articoli veloci, raccontano alcuni sketch dello show del nostro mondo che hanno fatto meravigliare e restare a bocca aperta il grande bambino Alessandro Baricco.
Che poi le sue mani non siano rimaste immobili, ma si siano messe a pigiare veloci i tasti di una tastiera per raccontarci i suoi "oooh" e riescano a farli diventare anche nostri, (anche se se avessimo assistito a quelle scene magari saremmo stati impassibili,) non importa...
è merito delle sue parole che riescono a interporsi tra noi e la realtà come degli occhiali con le lenti gialle, e far sembrare tutto più raggiante.
mi ha fatto venire voglia di risistemare un mio vecchio progetto pseudo letterario chiamato "piccole cose"
e sottotitolato "manuale di sopravvivenza al quotidiano", una raccolta di piccole cose belle per cui vale la pena.
sì penso che lo riprenderò in mano correggerò gli orrori della mia scrittura e li posterò qui
oggi è il mio compleanno ovvero l'unico giorno in cui non posso festeggiare il mio non-compleanno.
perchè non si invecchia da un giorno all'altro ma è un continuo invecchiare, in modo lento.
come le lancette degli orologi che girano.. come la polvere che scende nella clessidra e non ci fai quasi caso al singolo minuscolo infinitesimo granello,
c'è un sottile paradosso che lega l'infinitesimo al non infinitesimo, in realtà non c'è alcun paradosso è semplicemente sbagliata la nostra percezione di infinitesimo o forse noi non ci scontraimo con veri infinitesimi.
beh cmq tutte le linee di demarcazione sono innaturali:
ad esempio da quando si diventa vecchi?? da 70 anni?
e a 70 anni meno un giorno? cosa si è? e a meno 2? a meno un mese?
probabilmente con questo ragionamento a 23 anni sono gia vecchio.