Manuale di Sopravvivenza al quotidiano
piccole cose che mi fanno stare bene
Camminare:
Camminare... quella sequenza di passi che sembrano giustapposti ma che in realtà compongono lunghissimi fili che si intrecciano.
È un'azione che mi dà sollievo, mi aiuta a pensare e al contempo a liberare la mente; riesce a farmi dare il giusto peso alle cose ridimensionando quelle che si gonfiano quando si sta fermi a disperarsi inutilmente nel proprio letto di poco più di un metro quadro.
Camminare è vivere concretamente, non è sognare utopie impossibili, irraggiungibili, è faticare per conquistare una meta distante.
Scontrarsi ed incontrarsi con il mondo, con le sue asperità, i suoi deserti e le sue oasi.
È rapportarsi con il tempo e con lo spazio in modo sereno, senza l'affanno della corsa o la pigrizia dell'ozio.
Diventa poi un gioco quando lo si fa sui bordi dei marciapiedi o sulle linee tracciate per terra, una prova di equilibrio, una riaffermazione dell'evoluzione che ci ha fatto conquistare lo stato eretto e abbandonare lo strusciare e il gattonare sul terreno, in uno slancio verso il futuro.
Raggiungere luoghi, mete persone od obiettivi ci dà un senso, trovare la direzione, il nord è importante ma a volte è anche bello perdersi, smarrirsi, rinunciare per un attimo ad avere la mappa con scritto in cubitali caratteri lampeggianti “Voi siete Qui”, tanto si sa, dopo soltanto un altro nostro passo quella mappa si sbaglierebbe.
Camminare scioglie spesso le mie tristezze senza bisogno di lacrime; quando si ha un filo colorato di passi da seguire il mondo non sembra più un labirinto
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